Cinema e animali (vivi e morti)

Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
-Mohandas Karamchand Gandhi
Oggi ho visitato l’acquario di Tokyo a Shinagawa: non era molto grande ma ben tenuto e pulito. Ho assistito ad una esibizione di due delfini che saltavano in aria in cambio di qualche aringa.
In linea teorica non mi piacciono gli Zoo ne di terra ne di acqua perché queste povere bestie sono tenute segregate in delle gabbie che non rendono certo l’immensità della savana o i profondi abissi oceanici. Mi fa pena vederli cosi che girano in tondo per tutta la vita senza uno scopo, aspettando solo il cibo. Qualche filosofo potrebbe addurre che lo stesso discorso vale anche per molti uomini anche se non sono in delle gabbie o perfino che tutti abbiamo una gabbia che non vediamo, ma questo è un filosofeggiare fuori tema. In verità penso che gli animali debbano stare nel proprio ambiente naturale, soprattutto quelli grandi come i delfini: il pubblico fa un “ooooh!” quando li vede saltare dentro il cerchio o giocare con la classica palla e i bambini gridano felici, ma per un occhio più sensibile questo spettacolo fa pena. I delfini sono delle creature fantastiche e tenerli imprigionati in una piscina di dieci metri quadri è un delitto. Lo stesso vale per gli squali o gli altri grandi pesci. A maggior ragione il discorso vale per i grandi felini, le scimmie, gli ippopotami e tutte le grandi creature per cui è una sofferenza lo stare in cella.
Questa estate sono stato allo Zoo di Pistoia e si capisce subito appena entrati la decadenza delle prigioni per animali: molte bestie sono malate o dormono tutto il giorno, altre obese o magre come scheletri.
Passi gli acquari con pesci tropicali o con piccoli animali che non soffrono più di tanto, anzi forse ne hanno un beneficio in termini di allungamento della propria vita e passino ovviamente tutti gli animali domestici che nei secoli si sono adattati a questa vita ma tutto il resto dovrebbe essere vietato dal comune senso morale.
Riprendendo il filo del discorso stavo dicendo che, come in tutti questi posti, anche qui pullulano bambini ovunque; in effetti anche nella città dove abito, Azamino, ci sono moltissimi bambini di tutte le età. Dal momento in cui cominciano ad andare a scuola (sei anni) imparano a cavarsela per conto proprio. Crescendo vedranno pochissimo i propri genitori che lavorano come muli per cui sono costretti a viaggiare da soli o a stare in casa senza nessuno che badi a loro. In genere a dieci anni non hanno problemi a destreggiarsi con le linee della metropolitana, comprarsi i vestiti, cibo ecc.
Questo sistema ha moltissimi lati positivi e sicuramente aiuta poi da adulto a comportarsi come tale e non come bambino come capita di vederne in Italia anche a quarant’anni, ma diciamoci la verità io credo che un bambino debba restare tale il più possibile: siamo in un mondo ostile in cui per vivere dobbiamo lavorare in gabbie per conigli per ore ed ore al giorno confrontandoci ripetutamente con nuovi problemi che la vita gentilmente ci offre. Un antico proverbio Zen sentenzia: ”l’uomo nasce, soffre ed infine muore”. Senza essere così drastici certo non siamo in un mondo felice e perfetto (dopotutto un mondo felice e perfetto è un bel paradosso) quindi perché bisogna prenderne coscienza già da bambini? I bambini devono avere dei genitori presenti e devono imparare ad allacciarsi le scarpe non prima dei dieci anni altrimenti rischiano di diventare adulti prima del tempo e perdere la gioventù è un crimine abominevole.
(sopra: uno scorcio del grande acquario del ristorante)
A cena siamo stati al ristorante di un nostro amico che lavora, tanto per cambiare, come cuoco (mi ha detto che lavora dieci ore al giorno per cinque giorni la settimana, dopotutto non si ammazza come il fratello di Kanako). Il nome del ristorante è già un programma: LUXORY. L’entrata è a forma di caverna con marmi neri illuminati da luci rosse soffuse; passata la grotta si giunge ad una grande sala dorata in cui domina un’enorme e stupendo acquario (in tema con la giornata) alto non meno di quattro metri e largo sei o sette in cui nuotano decine di pesci tropicali multicolori.
L’ambiente è arredato con gusto anche se un po kitsch e con poca luce come si conviene a questo genere di locali. I camerieri in smoking e forniti di auricolare per comunicare tra loro fanno a gara per trovarci il tavolo migliore e nel frattempo salutiamo l’amico cuoco la cui specialità sono i dessert. Il ristorante offre una vasta gamma di cibi stranieri tra cui l’intramontabile carbonara mia ovvia scelta e degli spaghetti alle vongole veraci che ordina Kanako. Quando vedo il cameriere sorridermi con in mano due piatti enormi gioisco per la mangiata che sto per fare ma, con rammarico, debbo constatare che il cibo al loro interno riempie una minuscola parte del piatto. In pratica con sei forchettate (le ho contate) ho finito. Delizioso ma come al solito troppo poco. Costo? 4,5 euro per la carbonara e 5 euro per le vongole. Meno di una qualsiasi infima trattoria italiana. Certo se voglio spendere non ho che da prendere il menu fisso della sera che costa sui 40 euro e mi riempiono di pietanze squisite in un ambiente che non si paragona nemmeno ai migliori ristoranti di lusso italiani che conosco. Mi chiedo come facciano i capi a pagare tutti compreso gli addetti all’enorme acquario e vivere decentemente. Non lo so e ad ogni modo non è un mio problema.
A proposito anche i dessert che ci hanno offerto gratis erano ottimi.
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Ieri sono stato al cinema a vedere i fratelli Grimm: regia orribile, storia terribile, recitazione inguardabile (non a caso c’e’ la Bellucci). Non è adatto ne a un pubblico adulto ne ad uno giovane inoltre il biglietto costa quasi il doppio che da noi e la sala in cui era proiettato era circa la metà di quelle del Warner Village. Credo che non andrò più al cinema tranne forse per vedere Harry Potter 4 che esce il 26 novembre. Qui in Giappone i film vengono proiettati in lingua originale e sottotitolati in giapponese: un sistema migliore del doppiaggio a patto di conoscere almeno un po la lingua con cui vengono proiettati. In Italia abbiamo dei buonissimi doppiatori ma quando ho il DVD e mi guardo i film in lingua originale si nota una bella differenza.
Spesso poi per film minori o cartoni animati (non per bambini, quelli chiamati “film d’animazione” di cui Miyazaki,vincitore dell’oscar, ne è il genio indiscusso) il doppiaggio è terribile. Per non parlare poi dei doppiatori italiani di videogiochi che sono sempre gli stessi da 10 anni: c’e’ il bolognese, il napoletano e il milanese. Che schifo.
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Sono stato al mercato del pesce: un grande magazzino all’aperto in cui tutti vociano per vendere la propria mercanzia. Ci sono miriadi di pesci alcuni già sbuzzati altri vivi che nuotano tranquilli in delle teche ignari che la loro vita si conta in minuti.
Su dei tavoloni di legno sono adagiati dei grossi tonni e l’addetto allo smembramento, impugnando una lunga e sottile spada, li fa a fette; un altro addetto prende queste fettone e le sminuzza e un altro ancora prende le fettine di tonno e le mette dentro delle scatole di plastica che poi vende.
Ci sono tantissimi pesci strani che non avevo mai visto oltre a una quantità abnorme di vongole, ostriche e lumaconi giganti. Ci sono anche tante uova di pesce che andranno a guarnire i piatti più prelibati.
Mi trovo in un’atmosfera frenetica apparentemente caotica in cui tutti corrono, comprano, vendono, alcuni persino su dei minifurgoncini sui quali caricano i pesci e se li portano al ristorante dove presubilmente lavorano.
Devo dire comunque che mi aspettavo di meglio. Ho impresso nella memoria il mercato del pesce che vidi anni fa in Spagna (Bilbao? San Sebastian?) ed era molto più affascinante. Forse il problema sta nel fatto che questo non è proprio un mercato al pubblico ma un ingrosso soprattutto per i ristoranti, supermercati ecc, quindi l’atmosfera cambia.
Purtroppo ho dovuto vedere in fretta questo mercato perché avevamo un appuntamento e stavamo facendo tardi, comunque ho programmato di tornarci da solo per gustarmelo in tutta calma.
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Ho fatto amicizia con delle amiche di Kanako cosi quando lei lavora spesso le incontro. Una di loro, Roppon-chan ha deciso di aiutarmi con la lingua giapponese cosi si è offerta di farmi da maestra in cambio di alcune lezioni di italiano. Ci parliamo in inglese, lei lo parla benissimo (pure il cinese, che è diversissimo dal giapponese) io un po meno ma devo solo fare l’abitudine a parlarlo visto che lo capisco senza problemi. Mi ha gia riempito di compiti quindi la sera spesso me ne sto a studiare per non fare brutta figura alla prossima lezione.


1 Comments:
At 6:36 PM,
pippo_jedi said…
Ciao!
aspettavo un nuovo post prima di scrivere il mio primo commento.
vedo che in questo viaggio in giappone ti stai comportando più come un antropologo che come un turista da quello che scrivi. :-)
Cmq suvvia, immagino che il giappone abbia tanti aspetti positivi, l'erba del vicino è sempre più verde, ma forse ogni tanto ci potresti anche dire le cose che ti piacciono meno...
Sembra che il giappone sia un posto fantastico per andarci in vacanza: tutto funziona bene, tutto è pulito, tutto costa relativamente poco. L'importante è che non ci vai a lavorare perchè altrimenti, dato che lavoreresti MILLEMILA ore al giorno, non avrsti più una vita tua al di fuori del lavoro...
vabbuò, mo' te saluto, saluti anche ai tuoi ospiti tutti.
ciao pippo
p.s. primo ps: visita il mio sito che abbiamo occupato l'università per due settimane e adesso ho messo tutte (+500) le foto in linea. ti farai due risate a vedere la foto stile ultima cena.
p.p.s. l'altra sera il mio sensei mi ha consegnato il tenugui della scuola e da lunedì potrò portare l'armatura di kendo completa.... piccoli kendoka crescono ;-)
te come va da quel punto di vista?
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