Oasi felice
E quindi uscimmo a riveder le stelle-Dante Alighieri
Sono stato a Ropponji, un’altra città di lusso all’interno di Tokyo. Giunto con la metropolitana devo affrontare tre serie di scale mobili interminabili di cinquanta metri l’una. Il sottosuolo qua è completamente cavo rivestito di piani e piani di negozi, linee metropolitane e quant’altro.
Arrivato finalmente in superficie mi trovo nel caos di una strada principale colma di gente e macchine con un’autostrada che rimbomba sulla nostra testa. A prima vista non sembra un posto particolarmente bello, ma camminando per un centinaio di metri e svoltando un angolo mi ritrovo in un altro mondo: un giardino addobbato in stile natalizio con tanto di luci sugli alberi e sulle fontante fa da cornice a un’enorme palazzo, altissimo e dalla forma ipertecnologica sulle cui fiancate vengono proiettati dei fasci di luce che ricordano la neve che scende dal cielo. In effetti ha una forma molto strana questo grattacielo, pieno di angoli e luci: mi pare che si possa aprire da un momento all’altro e ne esca fuori un robottone stile mazinga.
Entrando in questo magnifico edificio non posso che constatare la cura architettonica con cui è stato realizzato. Sinceramente non pensavo di vedere qualcosa di migliore rispetto a quello che avevo visto a Yokohama ma devo ricredermi: difficile descrivere ogni corridoio o ponte sospeso, ogni vetrata o le cascate che scendono non so da dove e si infrangono in marmi lucenti; fiumi scorrono lungo strane pareti oblique e canne di bambu illuminate rendono antico questo modernissimo grattacielo di cui non scorgo la vetta.
E’ composto dalle firme più autorevoli, i soliti Armani, Gucci e compagnia, ma la cosa più incredibile sono il design di ristoranti e bar: ognuno è unico nel suo genere, creato qui in stile antico, la in stile moderno, tutti hanno un’anima diversa ma mai ne avevo visti di cosi affascinanti.
Normalmente io emetto un giudizio in base a come mangio, ma devo riconoscere che lo sforzo per rendere questi posti cosi belli allo sguardo fanno quasi dimenticare che ci si possa anche mangiare e bere.
Chissà cosa mai avrà provato il Sommo Poeta nel suo girovagare gli empirei cieli, ma sicuramente se avesse visto le meraviglie di questo luogo ne sarebbe rimasto ugualmente affascinato.


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